Ogni giorno i ricercatori dei laboratori scientifici, effettuano manipolazioni di prodotti chimici tossico/nocivi. La protezione del ricercatore, del laboratorio e della collettività viene affidata alla cappa chimica, che aspira ed espelle in atmosfera esterna le sostanze tossico-nocive.

In taluni casi tuttavia, per una serie di motivi diversi, la cappa non ha un’efficienza sufficiente a garantire la protezione dell’utilizzatore. Le cause possono essere diverse, cattiva costruzione, installazione non effettuata a regola d’arte, o ancora modifiche effettuate al laboratorio (aggiunta di altre cappe) in tempi successivi.

La protezione dell’operatore è affidata ad una sottile barriera di aria che nella maggior parte dei casi ha una velocità di 0,5 – 0,6 m/s. E’ proprio questa barriera di aria che scorre attraverso la cappa che impedisce alle sostanze tossiche di uscire dal vano ed essere inalate in un primo momento dall’utilizzatore ed in un secondo da tutte le persone presenti nel laboratorio.

Il concetto, a dir la verità, è un po’ più tecnico e chiede una spiegazione più approfondita.

E’ quindi fondamentale che tutte le cappe siano provviste di uno strumento in grado di misurare in tempo reale l’efficienza dell’aspirazione della cappa e nel caso, generi un allarme che avvisi l’utilizzatore della situazione di allarme.

FLOW è lo strumento in grado di avvisare l’utilizzatore quando la portata della cappa scende al di sotto del minimo ammesso in fase di taratura della cappa.